Nathan Jurgenson: i Social Network e il pittoresco che è in noi

autore: Cescocom

Estratto dall’articolo di Nathan Jurgenson, apparso su Corriere della sera.it

social network identitàClaude Gellée, detto Lorrain, fu un pittore francese del XVII secolo, molto attivo anche in Italia, e che con Nicolas Poussin, è considerato il maestro del genere del “paesaggio ideale”. Nell’epitaffio sulla sua tomba, nella chiesa di S. Luigi dei Francesi, a Roma, si legge infatti: “rappresentò in modo meraviglioso i raggi del sole all’alba e al tramonto sulla campagna”.
I suoi dipinti divennero ambìti e la sua tecnica, esemplificativa del “pittoresco”, riprodotta ovunque. I soggetti, spesso vecchi ruderi e rovine, paesaggi in cui la natura si re-impossessa dello spazio che fu umano, acquisiscono, nei dipinti di Lorrain, “bellezze ideali e immaginarie”, cioè bellezze che “non sono percepite dal senso organico della vista, ma dall’intelletto e dalla fantasia”.
Quello di Lorrain è, quindi, un paesaggio reinterpretato dalla mente del soggetto che guarda e per questo percepito più reale del reale, più suggestivo, più desiderabile ai nostri sensi, quindi anche più “ricercato”; tanto che ai tempi del Lorrain era invalsa la moda, tra i ceti più ricchi e sofisticati, di girare le campagne con uno specchietto scuro e convesso in tasca, detto proprio “specchio Claude“, e usato per guardare l’immagine riflessa di un paesaggio trasmutandola nel pittoresco.

Nella sua guida turistica ai laghi, Thomas West, spiega così il funzionamento dello specchio: “La persona che lo utilizza deve sempre voltare le spalle a ciò che vuole osservare, tenendo lo specchio leggermente alla sua sinistra o destra, con il volto schermato dal sole”.

Prendendo spunto da questo oggetto e dal “pittoresco”, Nathan Jurgenson, giovane sociologo statunitense già ospite Ces.co.com dell’Ateneo di Bologna, descrive metaforicamente l’atteggiamento che gli utenti intrattengono verso il mondo mediato e “filtrata” dalla rete, in particolare nell’utilizzo dei Social network.

Scrive Jurgenson:

Lo specchio Claude è un gadget tecnologico ormai dimenticato, ma è una metafora perfetta del moderno utente di Internet. Come molti altri, anch’io mi trovo sempre più spesso con le spalle voltate al mondo e gli occhi fissi sul mio schermo digitale luminoso e ben collegato, un moderno specchio Claude. Invece che in un paesaggio idealizzato, mi perdo in un flusso continuo di immagini pittoresche di siti come Pinterest. Porzioni di mondo sempre più ampie stanno diventando digitalmente pittoresche.

Pinterest è un Social network dove gli utenti possono «affiggere» cose diverse che trovano online — ad esempio una raccolta di foto — su dei «tabelloni» ed è uno dei social network più in voga in questo momento.

“Si può capire – scrive ancora Jurgenson – perché sia tanto amato. Pinterest è fatto di immagini più che di idee, testi, o persone, e sa quanto sia gratificante avvolgere l’utente in un flusso continuo di piacere visivo: serie interminabili di foto adorabili, perfette, affascinanti, da scorrere, scegliere, condividere e apprezzare”.

Trovare la camicia, la fotografia o la ricetta che rappresenta chi siamo ci dà grande piacere. Pinterest ci immerge in noi stessi, avvolgendoci nel torrente inesauribile dei nostri gusti. Come il turista del «pittoresco», che si allontanava dal paesaggio per vederlo riflesso in un’immagine abbellita, anche noi rischiamo di perderci nello schermo luminoso del pittoresco digitale.

Insomma, conclude Jurgenson, “Abbiamo voltato le spalle alla realtà per vederla in una versione mediata, riflessa, e un po’ più perfetta”.

Related Posts

Get a Trackback link

No Comments Yet

You can be the first to comment!

Leave a comment

*