Da Mercato della Terra a Mercato Ritrovato.. ma produttori e socialità non cambiano

5 giu 2017
autore: Lucia Marciante

Il Mercato Ritrovato come volano di prodotto locale per il Master Enogastronomia e Ospitalità

mercato ritrovato

Il mercato, i volti, la cordialità, i prodotti locali tipici di un territorio ricco di saperi e sapori non cambiano. Anche il luogo rimane identico, piazzetta Pasolini. Ma qualcosa è mutato e non solo il nome, come ci spiega Giorgio Pirazzoli, ideatore e responsabile del Mercato Ritrovato. Con lui una chiacchierata per conoscere meglio un progetto che si è rivelato molto interessante per chi domani vuole intraprendere la carriera di manager in tema di enogastronomia e, in un certo qual modo, di ospitalità.

g_pirazzoli

Giorgio, perché da Mercato della Terra a Mercato Ritrovato?

Il passaggio è più formale che sostanziale. Questo progetto nasce nel novembre 2008 insieme alla Cineteca, la Provincia di Bologna e Slow Food che raccoglie sotto il marchio “Mercato della Terra” qualche decina di produttori del territorio. Oggi, di comune accordo, Slow Food e l’associazione dei produttori che regge il progetto hanno deciso di rendersi reciprocamente autonomi, salvaguardando il medesimo disciplinare per la selezione dei produttori, che sono rimasti esattamente gli stessi. Abbiamo deciso il nome “Mercato Ritrovato” perché ricorda il Cinema Ritrovato, progetto della Cineteca di Bologna che è nostro fondamentale partner, con cui condividiamo l’idea di “ritrovare” tradizionali pratiche contadine e antichi sapori nostrani, e in fondo perché in quasi dieci anni di esperienza, pensiamo di essere un luogo abituale di ritrovo per tanti produttori e co-produttori, i cittadini che sostengono le nostre produzioni agricole locali.

Muoversi tra i banchetti del mercato è per me un’esperienza piacevole, sentire i racconti e i modi in cui i produttori si relazionano per far conoscere i prodotti che fanno parte del proprio patrimonio storico cucinario è un’esperienza. Immagino pensata e voluta perché il cibo è anche relazione.

Giorgio ti chiedo però che differenza c’è tra il mercato così pensato e la piazza di un tempo?

Studiando questa materia mi sono accorto che piazza e mercato sono due sinonimi, la piazza è il luogo dove si fa il mercato, e il mercato si fa proprio nelle piazze: plateatico, che deriva da platea (piazza), è chiamato il contributo che si paga per utilizzare il suolo pubblico per vendere la propria merce. Il commercio per l’acquisto di beni di consumo quotidiani è alla base della vita nelle città, il luogo necessario per approvigionarsi e quindi anche per incontrare altri cittadini e magari fermarsi insieme per saggiare la qualità gastronomica del lavoro agricolo. Qualche anno fa abbiamo fatto due serate di mercato in Piazza Maggiore, scoprendo come anche qui fino a fine ‘800 almeno fosse presente un grande mercato.

Con le giornate estive tornano i lunedì al Mercato Ritrovato e finalmente posso gustare anche le meravigliose birre artiginali sotto il cielo stellato.

Mi chiedo Giorgio, dal tuo punto di vista privilegiato, quanto conta l’aspetto relazionale anche per il nuovo Mercato Ritrovato? Chi si incontra?

L’idea del mercato serale è un’intuzione di un nostro produttore che oggi è il Presidente dell’Associazione, l’allevatore e casaro Salvatore Cottu. Conoscendo lui molto bene il calendario settimanale dei mercati contadini e le abitudini dei cittadini, ha proposto di battezzare in questo giorno della settimana (al rientro del weekend) il momento per incontrarsi. Questo momento della settimana ha permesso ancora di più di sviluppare i cibi di strada e di campagna (ma pure di mare) del Mercato: quindi vini autoctoni, birre artigianali crude, panini e pesce grigliato, e tante altri assaggi sia prodotti che preaparati dai nostri produttori. Un modo per coinvolgere anche chi non aveva ancora dimestichezza con i prodotti locali e stagionali.

Infine ho una curiosità, poiché sin dal primo momento in cui ho iniziato a frequentare il mercato che è vicino casa, ho avuto come una positiva sensazione che un luogo di passaggio abbia riacquistato nuovo vigore. Sbaglio Giorgio, o quel che ci vedo è un progetto ampio in cui anche la riqualificazione e l’innovazione hanno un certo peso? In cui a contare per il Mercato è anche la partecipazione dei consumatori?

Sicuramente il progetto Mercato si è sviluppato tenendo conto del contesto in cui si trova, e nel suo processo di radicamento e ampliamento abbiamo cercato allo stesso tempo di dare valore al Distretto della Manifattura delle arti, senza dimenticare la nostra filosofia, che promuove un approccio slow alla vita. Insieme al Comune e Cineteca abbiamo proposto di pedonalizzare via Azzo Gardino, trasformare il parcheggio di fronte a noi in una piazzetta, e oggi trovate il Mercato una volta alla settimana come attore capace di accogliere in questo spazio pedonale tanti tipi di cittadini: non solo persone con i carrelli della spesa, ma anche famiglie con i passeggini, giovani con le bici, nessuna auto nello spazio di svolgimento, ma invece tavoli per includere chi vuole sentirsi parte della nostra piazza.

master


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