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	<description>Centro Studi Avanzati sulla Comunicazione e i Consumi</description>
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		<title>Presentazione del libro &#8220;Felicità responsabile&#8221; di Roberta Paltrinieri</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 10:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cescocom</dc:creator>
				<category><![CDATA[ces.co.com]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri&Seminari]]></category>
		<category><![CDATA[Ambasciatori]]></category>
		<category><![CDATA[Coop]]></category>
		<category><![CDATA[Felicità responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[Ivano Barberini]]></category>
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		<description><![CDATA[QUANDO: mercoledì 03 aprile 2013 DOVE: Libreria Coop Ambasciatori, via Orefici 19, Bologna ORA: 18.00 Mercoledì 03 aprile 2013 a Bologna, presso la Libreria Coop Ambasciatori di via Orefici, alle ore 18,00 si terrà la presentazione del libro di Roberta Paltrinieri &#8220;Felicità responsabile&#8220;. Il consumo oltre la società dei consumi (Franco Angeli);  il volume sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>QUANDO</strong>: mercoledì 03 aprile 2013<br />
<strong>DOVE</strong>: Libreria Coop Ambasciatori, via Orefici 19, Bologna<br />
<strong>ORA</strong>: 18.00</p>
<hr />
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1188" style="border: 1px solid black;" title="felicità_responsabile" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2013/01/felicità_responsabile.jpg" alt="" width="200" height="280" /></p>
<p>Mercoledì 03 aprile 2013 a Bologna, presso la <strong>Libreria Coop Ambasciatori</strong> di via Orefici, alle ore 18,00 si terrà la presentazione del libro di <strong>Roberta Paltrinieri</strong> &#8220;<strong>Felicità responsabile</strong>&#8220;. Il consumo oltre la società dei consumi (Franco Angeli);  il volume sarà dibattuto da Vanni Codeluppi (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) e Roberta Bartoletti (Università degli Studi di Urbino).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Beyond Humanitarian Narratives: Critical Perspectives  on Media, Migration, and International Cooperation</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 15:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cescocom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri&Seminari]]></category>
		<category><![CDATA[comunicare l'umanitario]]></category>
		<category><![CDATA[simposium]]></category>

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		<description><![CDATA[QUANDO: 20 e 21 Marzo (March), 2013 DOVE: Sala Poeti, Palazzo Hercolani, Strada Maggiore 45, Bologna (Italy) ORA: 15.00-19.00 / 9.00-18.00 Il 20 e 21 Marzo 2013 presso la Sala Poeti di Palazzo Hercolani, in Strada Maggiore 45, Bologna (Italy) Il Ces.Co.Com (Centro Studi Avanzati sul consumo e la Comunicazione), Dipartimento di Sociologia e Diritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>QUANDO</strong>: 20 e 21 Marzo (March), 2013<br />
<strong>DOVE</strong>: Sala Poeti, Palazzo Hercolani, Strada Maggiore 45, Bologna (Italy)<br />
<strong>ORA</strong>: 15.00-19.00 / 9.00-18.00</p>
<hr />
<p>Il 20 e 21 Marzo 2013 presso la Sala Poeti di Palazzo Hercolani, in Strada Maggiore 45, Bologna (Italy)</p>
<p>Il <strong>Ces.Co.Com</strong> (Centro Studi Avanzati sul consumo e la Comunicazione), Dipartimento di Sociologia e Diritto dell&#8217;Economia dell&#8217;Università di Bologna</p>
<p>In associazione con:<br />
<strong><a  href="http://www.cospe.it/cospe/old/index.php">Cospe</a></strong> (Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti)</p>
<p>presentano il Simposio Internazionale dal titolo:<br />
<img src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2013/03/comunicare_umanitario.jpg" alt="" title="comunicare_umanitario" width="180" class="alignleft size-full wp-image-1219" /></p>
<h2 style="text-align: left;">Beyond Humanitarian Narratives: Critical Perspectives  on Media, Migration, and International Cooperation</h2>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p>L&#8217;obiettivo del convegno è quello di riunire ricercatori e professionisti provenienti da diversi contesti nazionali per discutere il rapporto tra media, migrazioni e cooperazione internazionale nelle discipline accademiche e nei diversi ambiti professionali.</p>
<p><small>(<em>The aim of the symposium is to bring together researchers and practitioners from a variety of national contexts to discuss the relationship among Media, Migration, and International Cooperation across academic disciplines and professional fields</em>)</small></p>
<table with="100%" height="100">
<tr><a  href="https://docs.google.com/file/d/0B7qktOi6XjNBUFA4NkExbVpNSjA/edit?usp=sharing" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-767" title="scarica" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/03/downloadpd.gif" alt="pdf download" width="80" /><small>Programma dell&#8217;evento</small></a></tr>
</table>
<p><strong>TEMI E OBIETTIVI DEL CONVEGNO:</strong><br />
<a href="#english version"><small>(<em>English version</em>)</small></a></p>
<p>Le migrazioni costituiscono da sempre un fattore di grande importanza nella dinamica della popolazione mondiale. Nella seconda metà del XX secolo, il fenomeno delle migrazioni internazionali è emerso come uno dei principali fattori di trasformazione sociale e sviluppo economico in diverse regioni del mondo. La posizione di primo piano accordata al tema delle migrazioni internazionali nel dibattito sociale, politico ed economico degli ultimi decenni rileva l’importanza del fenomeno migratorio, anche in seguito alla crescente mobilità delle persone e alle nuove forme che la stessa assume. Risultato della progressiva integrazione delle comunità locali e delle economie nazionali nel sistema globale, il fenomeno delle migrazioni internazionali rappresenta, al contempo, una delle cause di nuove trasformazioni sociali sia nei paesi di emigrazione sia d’immigrazione.</p>
<p>La comunicazione rappresenta una forma di potere capace di influenzare l&#8217;opinione pubblica nazionale e internazionale. I media, di fatto, possono trasformare un caso insignificante in una grande notizia o far completamente ignorare la portata di un evento rilevante. La maggior parte di ciò che sappiamo della nostra società e del mondo lo apprendiamo dai media. Immigrati, richiedenti asilo, rifugiati sono sistematicamente raffigurati come vittime da aiutare nei loro paesi di origine o, nel momento in cui attraversano i confini dell’Unione Europea, come criminali o potenziali minacce all’ordine pubblico nazionale. Molto raramente essi appaiono come attori di un cambiamento positivo della società, come attori di sviluppo sociale.</p>
<p>Le organizzazioni umanitarie e i movimenti attivi nella solidarietà e nella cooperazione internazionale sono oggi le istituzioni socio-culturali che promuovono una nuova azione politica e una diversa rappresentazione del fenomeno migratorio. Le loro produzioni discorsive e visive influenzano le pratiche e le politiche riguardanti lo sviluppo e la sicurezza.<br />
Gli stessi media, l’immaginario collettivo e la cultura materiale rafforzano i loro sistemi di produzione e ricezione della conoscenza.<br />
Il nostro obiettivo è ripensare e riformulare i confini tra questi sistemi, analizzando le narrazioni storiche e quelle emergenti concernenti i temi delle Migrazioni, dello Sviluppo, della Cooperazione internazionale e degli Aiuti umanitari.</p>
<p>Focalizzando l’attenzione su come le rappresentazioni della sofferenza a distanza, proposte dai media e dalle agenzie dell’umanitario, siano discorsivamente dislocate dal contesto dell’aiuto umanitario e della filantropia al contesto della sicurezza e dell’ordine pubblico nazionale, il Convegno si propone di riflettere sulla sfaccettata interazione tra le disuguaglianze e la cooperazione internazionale in un mondo globalizzato, così come sul ruolo dei media nella presa di coscienza dell’opinione pubblica sui temi in questione.</p>
<p>Il Convegno si propone inoltre di analizzare le rappresentazioni dei migranti e dei lori paesi di origine sui media europei e italiani, con particolare attenzione agli aspetti etici, estetici e politici della “narrativa umanitaria”. Intendendo con questo termine un insieme di pratiche discorsive e di oggetti culturali (letteratura, film, marketing, media e comunicazione, arte) prodotti da istituzioni e organizzazioni, locali e transnazionali, che fanno leva su valori universali, quali i diritti umani o la cittadinanza mondiale, per incidere sul riequilibrio delle disuguaglianze globali.</p>
<p><a name="english version"></a></p>
<p>&#8212;</p>
<p><small><em>Focusing on the ways the representations of the distant human suffering framed by media and humanitarian aid agencies are discursively dislocated from the context of humanitarian action and philanthropy into the context of border control, the symposium aims to shed light on the multifaceted interaction between social inequality and international cooperation in a globalizing world, as well as on the role of media to rise public awareness on migration and international cooperation issues.</em></small></p>
<p><small><em> </em></small><em> </em></p>
<p><em><small>The symposium aims to analyse the representation of migrants and their countries of origins in the European and Italians media, with special reference to ethic, aesthetic and political aspects of the “humanitarian narrative”. We intend with this term a complex of practices and cultural objects (literatures, films, marketing, media, art etc.) produced by international institutions and transnational organizations inspired by universal values (as, for instance, human rights or global citizenship), in order to bear on the balance of global inequality</small></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Green Management e Marketing Territoriale</title>
		<link>http://www.cescocom.eu/2012/12/12/green-management-e-marketing-territoriale/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 16:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cescocom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri&Seminari]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomark]]></category>

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		<description><![CDATA[QUANDO: Giovedì 13 dicembre 2012 DOVE: Aula III, Facoltà di Economia, Piazza Scaravilli 2, Bologna ORA: 9.30-13.00 Giovedì 13 dicembre presso l&#8217;Aula III della Facoltà di Economia (P.zza Scaravilli 2, Bologna) si terrà un incontro dal titolo &#8220;Green Management e Marketing Territoriale&#8220;. L&#8217;incontro vedrà l&#8217;intervento di Graziano Prantoni, Assessore alle Attività produttive e Turismo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>QUANDO</strong>: Giovedì 13 dicembre 2012<br />
<strong>DOVE</strong>: Aula III, Facoltà di Economia, Piazza Scaravilli 2, Bologna<br />
<strong>ORA</strong>: 9.30-13.00<br />
<br/></p>
<hr />
<p><img class="alignleft size-full wp-image-541" title="ecomark" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2011/11/ecomark-e1322558119286.jpg" alt="" width="200" height="166" />Giovedì 13 dicembre presso l&#8217;Aula III della Facoltà di Economia (P.zza Scaravilli 2, Bologna) si terrà un incontro dal titolo &#8220;<strong>Green Management e Marketing Territoriale</strong>&#8220;. L&#8217;incontro vedrà l&#8217;intervento di <strong>Graziano Prantoni</strong>, Assessore alle Attività produttive e Turismo della Provincia di Bologna e di <strong>Carlo Boschetti</strong>, Direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali dell&#8217;Università di Bologna, oltre a numerosi altri ospiti.<br />
<a  href="https://docs.google.com/open?id=0B7qktOi6XjNBbUZsWTE0RGtJdDQ" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-767" title="Scarica la locandina dell'evento" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/03/downloadpd.gif" alt="pdf download" width="100" /></a><br />
L&#8217;incontro nasce nell&#8217;ambito del progetto <a  href="http://www.provincia.bologna.it/imprese/Engine/RAServePG.php/P/297911360504/T/Progetto-ECOMARK"><strong>Ecomark</strong></a>. Si tratta di un progetto europeo finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione transnazionale MED che mira ad incoraggiare la cooperazione tra i Paesi europei situati nell’area mediterranea e a sostenerne lo sviluppo economico sostenibile.</p>
<p>In particolare il progetto Ecomark mira alla progettazione, allo sviluppo e all’implementazione di servizi innovativi e di strumenti di green marketing rivolti ai parchi industriali e, più in generale, alle aree produttive.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Crescita demografica e consumo alimentare. La necessità di cambiare gli stili di consumo</title>
		<link>http://www.cescocom.eu/2012/11/26/crescita-demografica-e-consumo-alimentare-la-necessita-di-cambiare-gli-stili-di-consumo/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 10:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Spillare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[consumi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[crescita demografica]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[LA QUESTIONE DEMOGRAFICA &#8211; Sul finir del XVIII secolo, l’economista Thomas Malthus affermava la necessità di controllare la crescita della popolazione al fine di evitare una miseria crescente. Nel suo “Saggio sul principio della popolazione”, contestando l’opportunità di una politica di assistenza ai poveri, aveva formulato una legge secondo la quale quando la popolazione non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1155" title="eating_world" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/11/eating_world.jpg" alt="" width="237" height="196" /><strong>LA QUESTIONE DEMOGRAFICA</strong> &#8211; Sul finir del XVIII secolo, l’economista <strong>Thomas Malthus</strong> affermava la necessità di controllare la crescita della popolazione al fine di evitare una miseria crescente. Nel suo “Saggio sul principio della popolazione”, contestando l’opportunità di una politica di assistenza ai poveri, aveva formulato una legge secondo la quale quando la popolazione non incontra ostacoli cresce con progressione geometrica, (1,2,4,8,16,32) raddoppiandosi ogni 25 anni, mentre i mezzi di sussistenza, in condizioni normali, aumenterebbero con progressione aritmetica (1,2,3,4,5). Un rapporto, quindi, decisamente “insostenibile”.</p>
<p>In realtà l’accrescimento della popolazione, specialmente nei paesi ricchi, ha mostrato un andamento diverso da quello che Malthus aveva prospettato. Infatti, se le sue previsioni fossero risultate esatte saremmo stati 256 miliardi a festeggiare il terzo millennio. Invece ci siamo fermati a “soli” 6 miliardi.<br />
In questo senso, quindi, la legge di Malthus andrebbe rivista, specificando come al crescere del livello dei redditi i processi culturali che si innescano contribuiscono ad abbassare il tasso di crescita della popolazione mondiale. Inoltre, il progresso tecnologico e lo sviluppo industriale hanno garantito una sempre maggiore disponibilità di beni smentendo le catastrofiche previsioni di Malthus.</p>
<p>Tuttavia, la popolazione mondiale è andata comunque crescendo ad un ritmo vertiginoso:  se eravamo poco meno di un miliardo alla fine dell’anno 1900, le scoperte della medicina (che debellarono le grandi epidemie) fecero rapidamente salire il numero di esseri umani che calpestava simultaneamente il suolo terrestre. Già negli anni ’30 del XX secolo eravamo 2 miliardi; 3 nel 1960; 4 nel 1974; 5 nel 1987; 6 miliardi nel 2000. Se il tasso di crescita rimanesse questo, già nel 235 dovremmo sfiorare i 12 miliardi. L’Onu ritiene, più prudentemente, che il tasso di crescita demografica andrà calando attestando la popolazione mondiale attorno ai 9 miliardi di individui nel 2050.</p>
<p><strong>LE RIPERCUSSIONI AMBIENTALI E GEOPOLITICHE</strong> &#8211; Seppur i tassi di crescita non sono quelli previsti da Malthus, proprio <strong>l’accresciuta capacità tecnica di fare fronte alle richieste di una popolazione comunque in crescita esponenziale, ha finito per “consumare” letteralmente il pianeta</strong>.<br />
L’agricoltura globale si trova di fronte a sfide del tutto inedite: le falde idriche calano, le rese cerealicole hanno raggiunto il loro limite, le temperature globali aumentano e l’erosione dei suoli continua ad aggravarsi. Nutrire la popolazione mondiale diventa sempre più difficile.<br />
Nell’era della post-scarsità e dell’abbondanza, proprio il cibo, l’acqua e i terreni agricoli tornano allora di vitale importanza. Più del petrolio. Le nazioni che possono permetterselo corrono allora ad accaparrarsi terre coltivabili e annesse risorse idriche. Il <em>land grabbing</em> (l’accaparramento delle terre) rappresenta forse il fenomeno di maggior rilievo all’interno della nuova “geopolitica della scarsità alimentare”.Le ricadute in termini di prezzi mondiali del cibo sono sotto gli occhi di tutti. Il cibo è l’anello debole della nostra società e rischia quindi di diventare un importante fattore di instabilità politica.</p>
<p><strong>LE RESPONSABILITA&#8217; OCCIDENTALI</strong> &#8211; I primi responsabili di questo stato di cose siamo noi. I paesi occidentali consumano e sprecano una quantità di cibo enorme, tanto che la Commissione europea ha proclamato il 2014 &#8220;<strong>Anno europeo contro lo spreco alimentare</strong>&#8221; e si è impegnata a tentare di ridurre tale spreco del 50% entro il 2030. Inoltre, la stessa dieta risulta insostenibile, troppo sbilanciata verso carni e cibi grassi, la produzione dei quali contribuisce da un lato ad aggravare in maniera significativa i problemi ambientali (ad esempio l&#8217;emissione di gas serra), dall&#8217;altro lato ad aggravare le condizioni di salute della popolazione.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1159" title="obesita-infantile" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/11/obesita-infantile.jpg" alt="" width="120" height="140" />UNO STILE DI VITA INOPPORTUNO</strong> &#8211; Le conseguenze del dissennato consumo alimentare si fanno sentire già molto concretamente sui bilanci degli stati nazionali occidentali, soprattutto sul lato della spesa sanitaria.<br />
In Italia, il paese della “dieta mediterranea”, il Ministero della Salute ha già tentato a più riprese di introdurre “<strong>tasse sul grasso</strong>“, sotto forma di minori esenzioni ticket o sotto forma di maggiore tassazione sui cosiddetti “cibi spazzatura“. Le tasse statali sul grasso sono state recentemente introdotte in Danimarca, Finlandia, Francia e Ungheria sotto l’attento monitoraggio OCSE, che d’altronde da tempo denuncia come nel mondo almeno 500 milioni di persone siano da considerarsi obese e la maggior parte sono concentrati nei paesi occidentali.</p>
<p>L’obesità, in quanto vero e proprio stato patologico, con una serie di conseguenze gravi sulla salute, è divenuto un problema di difficile gestione per via del “peso”, è il caso di dirlo, che questa patologia diffusa ha sulla spesa sanitaria pubblica (tanto più grave in tempi di <em>spending review</em>).<br />
Ma l’obesità, lo smodato consumo di cibi grassi, soprattutto di origine animale, come carni e latticini, “pesano” anche sulla salute dell’ambiente e in maniera veramente insostenibile.  La Fao, già nel suo dossier del 2006, <em>Livestock’s long shadow</em> (La lunga ombra del bestiame), aveva attestato come il settore della produzione di carne sia causa del 18% delle emissioni totali di gas serra dovute alle attività umane: una percentuale simile a quella dell’industria e molto maggiore di quella dell’intero settore di trasporti (che ammonta a un 13,5%). Ma secondo una più recente indagine di alcuni ricercatori americani, l’incidenza degli allevamenti sulle emissioni di gas serra arriverebbe addirittura al 51% del totale. In pratica, <strong>il costo energetico per produrre 225 grammi di carne è pari a quanto serve per viaggiare 15,8 km in automobile</strong>.</p>
<p>La questione alimentare mondiale, la sottoalimentazione di milioni di persone, si salda così alla crescita demografica e all’emergere di nuove potenze economiche globali e all’introduzione di modelli di consumo alimentare tipici dell’occidente: <strong>un consumo alimentare su scala mondiale simile a quello dei paesi occidentali è semplicemente inimmaginabile</strong>.</p>
<p><strong>MANGIARE INSETTI?</strong> &#8211; La stessa Fao e l’Onu stanno incentivando infatti il mantenimento di certi modelli alimentari sostenibili già presenti in alcuni paesi del Sud del mondo o asiatici come, ad esempio, il <strong>consumo di insetti</strong>. Avete capito bene: un centinaio di paesi nel mondo portano a tavola abitualmente grilli, larve varie, insetti, formiche. Più di 1.400 specie commestibili sono consumate quotidianamente in Africa, Asia o in America centrale da 2 miliardi e mezzo di persone.<br />
Fao e Onui hanno iniziato a farsi promotrici di una campagna di informazione perché anche i paesi più sviluppati si convertano a questa fonte di proteine a buon mercato, un cibo sano, nutriente e rispettose dell’ambiente.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-1157" title="doppia_piramide_alimentare" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/11/doppia_piramide_alimentare.png" alt="" width="276" height="155" />LE VIRTU&#8217; DELLA DIETA MEDITERRANEA</strong> &#8211; Tuttavia, seppure questa possibilità potrebbe divenire inevitabile, esiste un modo molto più semplice ed in linea con le nostre abitudini culturali, oltre che culinarie: <strong>la riscoperta della dieta Mediterranea</strong>. Sembra l’uovo di colombo, eppure la cosiddetta “<strong>doppia piramide alimentare</strong>” messa a punto dal <em>Center for Food and Nutrition</em> di Barilla parla chiaro, anche nel senso che comunica in maniera veramente immediata oltre che scientificamente provata, il minor impatto ambientale imputabile al regime alimentare solitamente accostato proprio alla classica dieta Mediterranea. Un modello alimentare universalmente riconosciuto come tra i più “sani”.<br />
Come spiegano quelli di Barilla, la piramide ambientale nasce studiando e misurando l’impatto sull’ambiente dei cibi presenti nella piramide alimentare, e disponendoli lungo una piramide capovolta, in cui gli alimenti posizionati più in basso (al vertice del triangolo) hanno il minore impatto ambientale. Accostando le due piramidi si ottiene così la “doppia piramide” alimentare-ambientale, dove si nota intuitivamente che gli alimenti per i quali è consigliato un consumo maggiore, generalmente sono anche quelli che determinano gli impatti ambientali minori. Viceversa, gli alimenti per i quali viene raccomandato un consumo ridotto sono anche quelli che hanno maggior impatto sull’ambiente.</p>
<p>Ridurre i nostri consumi alimentari quindi, ma soprattutto eliminare gli sprechi e passare ad una dieta diversa, ricca di vegetali, è l&#8217;unico modo per affrontare le sfide del futuro. Fintanto che non ci abitueremo anche all&#8217;idea di assaggiare simpatici insetti&#8230; si dice che il gusto che va per la maggiore sia paragonabile alla nocciola. Tutto sommato poteva andarci peggio.</p>
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		<title>Lester Brown: 9 miliardi di posti a tavola</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 20:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cescocom</dc:creator>
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		<description><![CDATA[QUANDO: venerdì 30 novembre DOVE: Aula Dipartimento, Dipartimento di Sociologia e diritto dell&#8217;economia, Strada Maggiore 45, Bologna ORA: 14.30 Il Dipartimento di Sociologia e diritto dell’economia dell’Università di Bologna, in collaborazione con il Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile UNESCO, nella settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, Fondazione Ivano Barberini ed Edizioni Ambiente organizzano il 30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1121" title="geopolitica_piatto--400x300" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/11/geopolitica_piatto-400x300.jpg" alt="" width="80" />QUANDO</strong>: venerdì 30 novembre<br />
<strong>DOVE</strong>: Aula Dipartimento, Dipartimento di Sociologia e diritto dell&#8217;economia, Strada Maggiore 45, Bologna<br />
<strong>ORA</strong>: 14.30</p>
<hr />
<p>Il Dipartimento di Sociologia e diritto dell’economia dell’Università di Bologna, in collaborazione con il Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile UNESCO, nella settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, Fondazione Ivano Barberini ed Edizioni Ambiente organizzano il 30 novembre 2012, presso Palazzo Hercolani, Strada Maggiore 45 Bologna, alle ore 14.30, la presentazione del libro di <strong>Lester R. Brown</strong> “<strong>9 miliardi di posti a tavola: la nuova geopolitica della scarsità di cibo</strong>”, Edizioni Ambiente, Milano, 2012.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ore 14,30</em><br />
Saluti istituzionali<br />
<strong>Giovanni Pieretti</strong>, Direttore Dipartimento di Sociologia e diritto dell’economia<br />
<strong>Aurelio Angelini</strong>, Presidente del Comitato Scientifico Unesco-DESS<br />
<strong>Mauro Giordani</strong>, Presidente Fondazione Ivano Barberini</p>
<p style="text-align: center;"><em>ore 15,00</em><br />
presiede <strong>Rolando Pini</strong><br />
presentazione del libro</p>
<p style="text-align: center;"><big><strong>9 miliardi di posti a tavola</strong><br />
<em>La nuova geopolitica della scarsità di cibo</em></big><br />
Intervento di<br />
<strong>Lester R. Brown</strong>, <em>Earth Policy Institute</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ore 16,15</em><br />
presiede <strong>Roberta Paltrinieri</strong></p>
<p style="text-align: center;">Tavola rotonda su<br />
<big><strong>CIBO E SOSTENIBILITA’</strong></big><br />
<em>Policy e best practices</em></p>
<p style="text-align: center;">Interventi di<br />
<strong>Stefano Masini</strong>, Responsabile Ambiente e Territorio Coldiretti<br />
<strong>Marco Pirani</strong>, Presidente Progeo<br />
<strong>Claudio Mazzini</strong>, Responsabile Sostenibilità innovazione valori Coop Italia<br />
<strong>Gianni Cavinato</strong>, Presidente Icea</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ore 17,30 aperitivo</em></p>
<table width="550" height="56">
<tbody>
<tr>
<td><a  href="https://docs.google.com/open?id=0B7qktOi6XjNBZ1g0MDg1bmczS0k" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-767" title="scarica pdf" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/03/downloadpd.gif" alt="pdf download" width="50" height="46" /></a><small>Scarica il flyer dell&#8217;evento</small></td>
<td><a  href="https://docs.google.com/open?id=0B7qktOi6XjNBZzZQeUpNMjBHV2s" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-767" title="pdf" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/03/downloadpd.gif" alt="pdf download" width="50" height="46" /></a><small>Scarica la locandina dell&#8217;evento</small></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1120" title="9miliardi" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/11/9miliardi_piana-e1353613250752.jpg" alt="lester brown" width="150" /><strong>Lester R. Brown</strong> è fondatore e Presidente dell’<em>Earth Policy Institute</em>, un’organizzazione non profit interdisciplinare il cui scopo è elaborare un piano per un futuro sostenibile e un percorso che indichi come arrivarci. Circa 30 anni fa contribuì alla definizione del concetto di sviluppo sostenibile, un’idea che è alla base del suo progetto di eco-economia.<br />
Nel corso della sua carriera ha pubblicato più di 50 libri, tradotti in oltre 40 lingue, e ha ricevuto 24 lauree honoris causa. Brown è stato definito dal Washington Post come “uno dei pensatori più influenti del mondo”.<br />
Il tema dello sviluppo sostenibile richiama in campo dimensioni quali l’uguaglianza, la coesione sociale, la<br />
creazione del capitale sociale, la responsabilità sociale, che si declinano in <em>policy</em> e <em>best practices</em>; per questo a seguire la presentazione si aprirà una tavola rotonda dal titolo “<strong>Cibo e sostenibilità</strong>” nella quale le esperienze più significative del panorama italiano in tema di produzione, distribuzione e certificazione si confronteranno a partire dalla lezione di Lester R. Brown.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Elezioni in America: il Millionaires Party ha vinto ancora</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 16:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cescocom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli&Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pierluigi Musarò. Prima del risultato la tensione era alta. Nell’ultimo duello televisivo, in quel di Boca Raton, ancora una volta il presidente uscente ha dimostrato la sua voglia di non uscire. Sebbene costretti tra il tavolo e le sedie, i duellanti non hanno perso occasione per mettere in atto la loro performance: Obama è stato decisamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1113" title="robamney" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/11/robamney.jpg" alt="" width="359" height="275" /></p>
<p>di <strong>Pierluigi Musarò</strong>.</p>
<p>Prima del risultato la tensione era alta.</p>
<p>Nell’ultimo duello televisivo, in quel di Boca Raton, ancora una volta il presidente uscente ha dimostrato la sua voglia di non uscire. Sebbene costretti tra il tavolo e le sedie, i duellanti non hanno perso occasione per mettere in atto la loro performance: Obama è stato decisamente più vivace, reattivo, spesso aggressivo e pronto a schernire lo sfidante richiamando alcune delle gaffes che lo hanno reso famoso (quella sulla Russia come nemico numero uno, per esempio). Romney, dalla sua porzione di tavolo, ha cercato  più volte di spostare il discorso su un terreno a lui più congeniale: economia, crisi e lavoro che non c&#8217;é. Nonostante la brutta figura del primo dibattito, Obama aveva recuperato terreno sullo sfidante. Almeno nei faccia a faccia televisivi. La battaglia si spostava dunque nei vari Stati per conquistare più elettori possibili, soprattutto nei cosidetti &#8220;swing states&#8221;, gli stati in bilico. E fino all&#8217;Election Day del 6 novembre nessun colpo è stato risparmiato.</p>
<p>Tra l’ultimo dibattito e l’Election Day ha fatto irruzione Sandy, con la sua forza distruttiva che ha messo in ginocchio milioni di persone. Qui a downotwn Manhattan, siamo rimasti senza elettricitá, wifi e acqua per ben una settimana. Con gli ascensori che non funzionavano una democrazia diversa prendeva forma nelle scale: quelli del piano 23 invidiavano quelli che come me vivono al terzo piano. In altre parti del Paese e della stessa New York molta gente è ancora alle prese con i danni. Resi ancora peggiori dalla forte nevicata dei giorni scorsi.</p>
<p>Finalmente, seppur condita dall’ansia dell’attesa, la notte del 6 novembre è passata e, come la stragrande maggioranza dei non americani sperava, Obama è stato rieletto. Pare che se avessero votato gli europei, il candidato democratico avrebbe vinto con oltre l’80% dei voti. Comunque gli americani hanno votato, in percentuale anche “alta”, se paragoniamo il 62% di oggi con quel risicato 41% nelle consultazioni di medio termine del 2010. E, tramite i grandi elettori, hanno ridato fiducia al leader che il sistema sta trasformando in burocrate. Il gaudio nelle strade la notte del 6 novembre, infatti, non era paragonabile a quello del 2008. Complice anche il freddo e la neve.</p>
<p>A proposito di clima, e non solo elettorale, per quanto nessuno dei due concorrenti alla Casa Bianca abbia menzionato il <em>global warming</em> nei discorsi elettorali, sembra che l’uragano Sandy abbia in qualche modo favorito Obama. Piuttosto che parlare del “tempo che fa”, i duellanti  si sono concentrati sul chi è in grado di combattere meglio contro i “bad guys” o di tenere testa all’invasione della Cina. Nessun accenno al mancato impegno nei trattati sul riscaldamento globale e, come immaginavamo, nessuna plausibile idea sulla decadenza dell’American Dream. Ovvero, nessuna spiegazione del perchè la società statunitense accetti che la maggiore disuguaglianze di reddito conviva con la minore tassazione della ricchezza.</p>
<p>Pochi giorni prima del 6 novembre il colpo di scena mancato in tv c&#8217;é stato sui giornali. Il New York Times titolava in prima pagina: <em>International Monetary Fund and others say that income inequality represses economic growth</em>. Mentre Obama e Romney facevano a gara per aggiudicarsi i voti della middle class (da non dimenticare che l’80% degli americani, a prescindere che guadagnino 20mila o 300mila $ annui si considerano tali), policy experts ed economisti da premio Nobel come Stiglitz o Krugman hanno denunciato il circolo vizioso tra disuguaglianza e crescita, evidenziando come siano due facce della stessa medaglia. E quando ai loro moniti hanno replicato due economisti del FMI, del calibro di Ostry e Berg, con metafore del tipo “<em>When a handful of yachts become ocean liners while the rest remain lowly canoes, something is seriously amiss</em>” allora qualcuno ha iniziato a drizzare le orecchie e alzare la voce. Per la crescita economica, certo, ma anche per l’eco dell’Arab Spring che ancora rimbomba in sala stampa. E infatti, una delle prime dichiarazione di Obama appena rieletto, richiamava la necessitá di riaprire la discussione con i lider del Congresso per il tanto annunciato aumento delle imposte sul reddito dei super ricchi. La diseguaglianza mina la democrazia, Obama ne è consapevole, ma ha davanti un lungo trend da fronteggiare. E non sará facile.</p>
<p>Come ha scritto Lapo Berti, il liberalismo economico che ha preso forma fra gli anni ‘70 e ‘90 del secolo scorso è in crisi, ma non lo è perché ha perso la battaglia delle idee. Lo è perché non ha saputo essere all’altezza dei problemi che ha contribuito a creare, e soprattutto non è stato capace di produrre un nuovo modello di coesione sociale,  determinando, anzi, una scissione della società che contrappone gli interessi dell’1% a quelli del restante 99%. Se non fosse ancora chiaro, come il sogno si trasforma in incubo, basta uno sguardo sulla crescita della povertà negli Stati Uniti: un quadro alquanto drammatico. Più del 15% della popolazione vive sotto la soglia della povertà. Parliamo di 50 milioni di americani. Si tratta della percentuale più alta dal 1993 a oggi. In termini assoluti è il numero maggiore di “poveri” dai tempi della Grande Depressione. Oltre 50 milioni di americani sono inoltre privi di qualsiasi copertura sanitaria. Con il reddito medio di un nucleo familiare che è sceso sotto i 50mila dollari ed è, oggi, il 7% in meno rispetto a 12 anni fa.</p>
<p>Se è vero che la crisi del 2007-2008 e quel che ne è seguito ha fatto scoppiare queste contraddizioni, contribuendo ad attivare le forme di protesta all’ombra di Wall Street, è pur vero che i dati sulla povertà ci offrono una fotografia parziale e quasi rosea rispetto ad un altro dato: lo scarto tra redditi più alti e redditi più bassi che è ai livelli degli anni ‘20 del secolo scorso. Basti pensare che il reddito dell’1% più ricco del paese è cresciuto di quasi 3 volte nell’ultimo trentennio, mentre quello dei 9/10 degli americani non è praticamente aumentato. Non parliamo nemmeno di quello dei super-ricchi. Lasciamo parlarne loro, piuttosto: Warren Buffett, ad esempio, il guru della finanza americana che si è spinto a denunciare che bisogna far pagare una tassa ai super ricchi per aiutare la ripresa economica. “Mentre i poveri e la classe media combattono per noi in Afghanistan e la maggioranza degli americani stenta ad arrivare a fine mese, noi, gli ultraricchi continuiamo a ricevere straordinari sgravi fiscali”. Così ha scritto qualche mese fa in un articolo sul New York Times il terzo uomo più ricco al mondo. Tanto per far capire come la maggiore disuguaglianze di reddito conviva con la minore tassazione della ricchezza: nel 1950 la cifra massima delle tasse in America era il 91%, oggi si aggira sul 35%.  E lo stesso Buffett spiega che l’anno scorso ha pagato di tasse il 17% del suo reddito, mentre le venti persone che lavorano nel suo ufficio hanno sborsato il 36%. La sua segreteria, per esempio. O la metà degli Stati Uniti: il famoso 47% che secondo Romney è incapace di assumersi le proprie responsabilità. Lo stesso milionario Romney che ha ammesso di pagare il 14% di tasse.</p>
<p>Come evidenzia l’amico Del Pero, la società statunitense oggi continua a sommare iniquità a iniquità, ad acuire cioè forme di diseguaglianza sociale già macroscopiche. È un processo che si è dispiegato negli ultimi trenta/quarant’anni, in conseguenza di trasformazioni strutturali dell’economia statunitense e mondiale – che hanno di fatto aumentato il gap tra lavoratori con alti livelli d’istruzione e qualifica professionale e lavoratori generici e non qualificati – ma anche di precise scelte politiche, dai tagli alle tasse sui redditi e capitali alla deregulation del settore finanziario. Tanto da parte dei repubblicani che dei democratici. Quali, infatti, le proposte provenienti da destra e sinistra che hanno caratterizzato la politica interna degli ultimi decenni? E, soprattutto, quali sono le reali possibilità di azione di governi che dipendono sempre piu’ dalle istituzioni finanziarie? La politica e le istituzioni diventano il simbolo di un’inefficacia figlia di incompetenza, disonestà, insufficiente attenzione verso l’interesse generale. E lo dimostra il tasso di approvazione del Congresso che oggi è ai suoi minimi storici (il 12% contro il 79% di disapprovazione).</p>
<p>Di fronte alle istituzioni delegittimate e ad una agenda dell’alternativa che rimane desolatamente vuota, paralizzata dall’affermazione del “pensiero unico” e della “fine della storia”, il grido indigato delle  proteste all&#8217;insegna del <em>We are the 99 percent </em>si ergeva tra i grattacieli dai vetri opachi per criticare questo vuoto. Vuoto reso oggi piu’ assordante dall’assenza delle voci di chi lo emetteva. Se dovessi rinvenire un filo rosso tra i discorsi che circolavano a Liberty Square lo scorso autunno, sarebbe l’impegno nel denunciare la pressione di una disuguaglianza insostenibile che sta distruggendo il famoso American Dream, il mito dell&#8217;ascesa sociale che ognuno di noi associa con questa terra, e che ogni candidato presidente pone al centro della sua narrazione (il core message della sua story, o del suo brand, potremmo dire oggi). Proprio il mito dell’American Dream, ovvero del riscatto sociale per mezzo di un sistema meritocratico, sembra oggi entrato in crisi in ogni istituzione statunitense: da Wall Street al Congress, dalla Catholic Church alle corporations, sino alla Major League Baseball. Incompetenza e corruzione sembrano aver fatto implodere un sistema che da molte decadi siamo soliti associare alla torcia della Statua che accoglieva  i migranti all&#8217;entrata del porto di New York. Gli stessi migranti che oggi arrivano in aereo al JFK con visto turistico, o nascosti sotto i camion al confine col Messico, sperando di non esser scoperti.</p>
<p>Come denuncia Christopher Hayes in <em>Twilight of the Elites</em>, il contratto sociale  tra gli ordinary citizens e le elites è ormai ridotto a brandelli. Eppure, da sempre, ogni candidato presidente afferma con forza di “essersi fatto da sè”. In tutte le conventions, sia democratici che repubblicani, hanno sempre messo la Meritocracy al centro del loro messaggio, della loro mission: lo stesso Romney come Obama, aderendo entrambi alla narrazione  richiesta da un sistema che si fonda sull’ideologia della meritocrazia. Ma non ci si rende conto che per arrivare a far parte delle elites è necessario introiettare il sistema e le sue regole, che spesso sono dettate da un’elite, appunto, che, diventata tale, non è piu’ <em>accountable</em> alla societá che la produce? Non deve piu’ rendere conto di quel che fa e non fa. That’s it.</p>
<p>Se è vero che la Meritocracy corrisponde da secoli alla bandiera degli Stati Uniti, la critica di Hayes evidenzia come dagli anni ’60 i diversi gruppi di uomini e donne che sono arrivati al potere hanno imparato ad abbracciare la crescente disuguaglianza che li ha portati al top della scala sociale. Proprio la loro ascesa ha accentuato la distanza sociale, generando al contempo una nuova élite, più incline alla rottura e alla corruzione di tutte quelle che l&#8217;hanno preceduta.</p>
<p>Se non fosse ancora chiaro, si tenga presente che nel 1970 negli Stati Uniti il reddito al lordo delle tasse di un top manager era circa 30 volte più alto di quello del lavoratore medio, oggi la distanza è pari a 263 volte. Dalla fine degli anni ’70, il reddito al netto delle tasse del quinto più ricco della popolazione è cresciuto cinque volte più velocemente di quello del quinto più povero E il punto dolente è che la crescita delle disuguaglianze ha lasciato totalmente imperturbabili i difensori di questo “capitalismo esclusivo” sotto un profilo ideologico.</p>
<p>Che fare dunque?  Se vogliamo salvarci tutti, bisogna <em>Salvare il capitalismo dai capitalisti</em>, come dice da anni Zingales, uno di quegli economisti che se hanno mai incrociato il movimento dei 99% è perchè passavano da Zuccotti Park per entrare nel direttivo della Goldman Sachs. Lo stesso Zingales denuncia che le èlite politiche sono diventati degli attori strategici che investono la maggior parte del loro tempo e delle loro risorse nell’amministrare la loro percezione di responsabilità, mentre non sono più solo l’oggetto dello scrutinio popolare e dei periodici test di responsabilità e di affidabilità per quello che hanno o non hanno fatto.</p>
<p>Come a dire che, per quanto si individui nella società civile il luogo principale in cui la responsabilità condivisa possa esprimersi nelle sue potenzialità, non bisogna dimenticare come lo Stato democratico e il suo potere di tassare, spendere e regolare rimanga il principale strumento per la società di condividere la responsabilità tra i suoi membri.</p>
<p>Per salvare dunque il capitalismo dai capitalisti dovremmo allora rivedere i meccanismi di  legittimazione delle elite all’interno della democrazia. Per esempio, ironizzando, ma non troppo, per queste elezioni avremmo potuto chiederci: <em>Which Millionaire Are You Voting For?</em> Perchè, come scrive Carnes in <em>White-Collar Government -</em> si puo’ scegliere tra Republicans o Democrats, conservative or progressive, ma in un modo o nell’altro non si puo’ scegliere di non essere governati dai ricchi. Che sia un avvocato nero o un businessman bianco è comunque un Harvard-educated millionaire. Uno dell’elite.</p>
<p>Ci avete mai pensato che se i milionari americani fossero un partito politico, rappresenterebbero a malapena il 3% delle famiglie americane, eppure hanno una maggioranza al Senato, la maggioranza alla Camera, la maggioranza della Corte Suprema e un uomo alla Casa Bianca? E se gli operai americani fossero un partito politico?  Rappresenterebbero più della metà del paese, ma con il sistema “meritocratico” attuale non ottengono più del 2% dei seggi al Congresso. Che sia possibile cambiare questa tendenza?</p>
<p>In attesa di trovare la risposta, riflettiamo sul fatto che nel 1945, le due camere vedevano il 98% di maschi, mentre oggi le donne sono quasi il 20%. Ancora poche, of course, ma forse un segno che il Millionaires Party non è poi così invincibile.</p>
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		<title>&#8220;Che consumatore sostenibile sei?&#8221; L&#8217;indagine presentata ad Ecomondo</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 15:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cescocom</dc:creator>
				<category><![CDATA[ces.co.com]]></category>
		<category><![CDATA[acquistiverdi]]></category>
		<category><![CDATA[che consumatore sostenibile sei]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomondo]]></category>
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		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[punto3]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[QUANDO: Venerdì 9 Novembre 2012, DOVE: Ecomondo &#8211; Rimini, sala Gardenia, hall Est lato pad. B6 ORA: h. 14.30 Venerdì 9 Novembre 2012 a Ecomondo (pomeriggio) si terrà la tavola rotonda nell&#8217;ambito della quale saranno presentati in anteprima i risultati dell’indagine realizzata su AcquistiVerdi.it tra la primavera e l’estate 2012 dal dott. Stefano Spillare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>QUANDO</strong>: Venerdì 9 Novembre 2012,<br />
<strong>DOVE</strong>: Ecomondo &#8211; Rimini, sala Gardenia, hall Est lato pad. B6<br />
<strong>ORA</strong>: h. 14.30</p>
<hr />
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1106" title="img2" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/11/img2.jpg" alt="che consumatore sostenibile sei" width="216" height="216" />Venerdì 9 Novembre 2012</strong> a <strong><a  href="http://www.ecomondo.com/" target="_blank">Ecomondo</a></strong> (pomeriggio) si terrà la tavola rotonda nell&#8217;ambito della quale saranno presentati in anteprima i risultati dell’indagine realizzata su <a  href="http://www.acquistiverdi.it" target="_blank"><strong>AcquistiVerdi</strong>.it</a> tra la primavera e l’estate 2012 dal dott. Stefano Spillare in collaborazione con il <strong>Ces.Co.Com</strong>.<br />
L&#8217;indagine è stata svolta attraverso un questionario conoscitivo su gli aspetti del consumo sostenibile e le aspettative dei consumatori di prodotti ecologici, rivolto prevalentemente agli utenti di <em>AcquistiVerdi.it</em> , sito di riferimento per chi cerca e offre questo tipo di prodotti in Italia.<br />
Dall’indagine emergono le abitudini, le opinioni, le aspettative e le criticità di chi li utilizza (o desidererebbe farlo), informazioni che offrono stimoli importanti per tutti i soggetti pubblici e privati che operano nell&#8217;ambito del consumo sostenibile.</p>
<p>In particolare, l’indagine cerca di fare chiarezza su cosa intendono i consumatori per &#8220;prodotto ecologico&#8221;, dove sono soliti acquistarli e secondo quali logiche lo fanno; se i marchi di prodotto sono un fattore che influisce sulle loro scelte di acquisto o se si basano su altri elementi.</p>
<p>I risultati dell’indagine, che verranno resi pubblici nella loro interezza e in forma gratuita su <em>AcquistiVerdi.it</em>, saranno approfonditi e dibattuti in una tavola rotonda alla quale interverranno:</p>
<ul>
<li><strong>Roberta Paltrineri</strong>, docente di sociologia dei consumi, presso l&#8217;Alma Mater Studiorum, ed autrice del libro &#8220;Felicità responsabile. Il consumo oltre la società dei consumi&#8221;, edito da Franco Angeli, in uscita il 30 novembre 2012.</li>
<li><strong>Paolo Pastore</strong>, direttore di <em>Fairtrade Italia</em></li>
<li><strong>Giovanni Spinozzi</strong>, CEO di Pierpaoli S.r.l.</li>
<li><strong>Nadia Galluzzo</strong>, Liguria Ricerche &#8211; Progetto LIFE PROMISE</li>
<li><strong>Maura Latini</strong>, Vicepresidente di Coop Italia</li>
</ul>
<p>Modera l&#8217;incontro <strong>Filippo Lenzerini</strong> di Punto 3 S.r.l..</p>
<p>La partecipazione è gratuita e libera.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Consumo, diseguaglianze e partecipazione</title>
		<link>http://www.cescocom.eu/2012/10/30/consumo-diseguaglianze-e-partecipazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 16:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cescocom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri&Seminari]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[network italiano dei sociologi dei consumi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[seminario]]></category>

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		<description><![CDATA[QUANDO: venerdì 16 novembre 2012 DOVE: Aula del Dipartimento di Sociologia – Facoltà di Scienze Politiche, Strada Maggiore 45 – Bologna ORA: dalle h. 10.00 alle h. 17.30 scarica la locandina dell&#8217;evento Ore 10,00 Saluto e introduzione Giovanni Pieretti, Direttore Dipartimento di Sociologia e Diritto Pierpaolo Donati, Presidente Corso di laurea in Sociologia Domenico Secondulfo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table>
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignleft size-full wp-image-1097" title="con_dis_part" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/10/con_dis_part-e1351612996103.png" alt="" width="200" /><strong> </strong></td>
<td><strong>QUANDO</strong>: venerdì 16 novembre 2012<br />
<strong>DOVE</strong>: Aula del Dipartimento di Sociologia – Facoltà di Scienze Politiche, Strada Maggiore 45 – Bologna<br />
<strong>ORA</strong>: dalle h. 10.00 alle h. 17.30<br />
<a  href="https://docs.google.com/file/d/0B7qktOi6XjNBdWczQk80Ry1UX1k/edit" target="_blank"><img class="size-full wp-image-767 alignleft" title="pdf" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/03/downloadpd.gif" alt="pdf download" width="50" height="46" /></a><br />
<small>scarica la locandina dell&#8217;evento</small></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<hr />
<p style="text-align: center;">Ore 10,00</p>
<p style="text-align: center;">Saluto e introduzione</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Giovanni Pieretti</strong>, Direttore Dipartimento di Sociologia e Diritto<br />
<strong>Pierpaolo Donati</strong>, Presidente Corso di laurea in Sociologia<br />
<strong>Domenico Secondulfo</strong>, Network Italiano dei Sociologi dei Consumi</p>
<p style="text-align: center;">Ore 10,15-11,15<br />
<strong>Tally Katz-Gerro</strong><br />
<em>University of Tel Aviv</em></p>
<p style="text-align: center;">Discussant</p>
<p style="text-align: center;">Emanuela Mora, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano<br />
Roberta Sassatelli, Università di Milano<br />
Paola Parmiggiani, Università di Bologna</p>
<div style="margin-top: 20px; width: 560px; height: 100%;">
<div style="width: 270px; padding: 3px; float: left;">
<p><em>Ore 11,30 &#8211; 13,30</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Prima sessione Consumi e Partecipazione</em><br />
<em> </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Chair</em> Laura Bovone, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</p>
<p style="text-align: left;">Roberta Paltrinieri, Università di Bologna<br />
<strong>Consumo, felicità e capitale sociale</strong></p>
<p style="text-align: left;">Roberta Bartoletti, Università di Urbino Carlo Bo<br />
<strong>Pratiche di consumo e impegno civico:<br />
la natura in città come campo di partecipazione e di critica<br />
alla società dei consumi</strong></p>
<p style="text-align: left;">Ariela Mortara, Università IULM di Milano<br />
<strong>La decrescita e i nuovi modi di consumare</strong></p>
<p style="text-align: left;">Francesca Setiffi, Univesità di Padova<br />
<strong>Il riconoscimento sociale tra consumo e cittadinanza</strong></p>
<p style="text-align: left;">Geraldina Roberti, Università dell’Aquila<br />
<strong>Responsabilmente giovani: il consumo responsabile nelle prassi<br />
giovanili</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>13,30 &#8211; 14,30 Buffet</em></p>
</div>
<div style="width: 270px; padding: 3px; float: right;">
<p><em>Ore 14,30 -16,30</em></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><em>Seconda sessione Consumi, diseguaglianze e<br />
differenziazione sociale</em><br />
<em> </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Chair</em> Giorgio Grossi, Università Bicocca di Milano</p>
<p style="text-align: left;">Vanni Codeluppi Università di Modena e Reggio Emilia<br />
<strong>Consumi e diseguaglianza sociale: dal Kitsch a Hallo Kitty</strong></p>
<p style="text-align: left;">Mauro Ferrraresi, Università IULM di Milano<br />
<strong>La figura dell’intruso nella sociologia del consumo</strong></p>
<p style="text-align: left;">Fabio Lo Verde, Università di Palermo<br />
<strong>Alimentare sogni, destrutturare speranze.<br />
Politica di offerta e dinamica della domanda di gioco<br />
aleatorio nell’Italia contemporanea</strong></p>
<p style="text-align: left;">Adam Arviddson, Università di Milano<br />
<strong>Massa Creativa: Il caso dei Fashion Market di Bangkok</strong></p>
<p style="text-align: left;">Carla Lunghi, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano<br />
<strong>I consumi di bellezza come meccanismo di normalizzazione</strong></p>
<p style="text-align: left;">Stefano Gnasso, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano<br />
<strong>Il ruolo delle narrazioni del consumo nelle dinamiche di<br />
esclusione sociale</strong></p>
<p style="text-align: left;">Ore 16,30 -17,30</p>
<p style="text-align: left;"><em>Conclusioni e definizione delle prossime attività del Network</em><br />
Domenico Secondulfo, Università di Verona</p>
</div>
</div>
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		<title>Riapre il Bando al Corso di Alta Formazione in Comunicazione e Marketing dei Consumi Sostenibili</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 15:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cescocom</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[Da martedì 30 ottobre 2012 riaprono le preiscrizioni al Corso di Alta Formazione in “Comunicazione e marketing dei consumi sostenibili”. Il bando è riaperto sino al 16 novembre 2012, data ultima per potersi candidare. Riapertura Bando: dal 30 Ottobre 2012 al 16 Novembre 2012 Prova di preselezione: 20 Novembre 2012 Inizio Corso 7 Dicembre 2012 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-892" title="logo_CAF" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/07/logo_CAF.jpg" alt="" width="500" /><br />
Da martedì 30 ottobre 2012 riaprono le preiscrizioni al Corso di Alta Formazione in “Comunicazione e marketing dei consumi sostenibili”.</p>
<p>Il bando è riaperto sino al 16 novembre 2012, data ultima per potersi candidare.</p>
<div style="background: #ccc; padding: 5px; margin: 5 px; width: 100%;">
<p><strong>Riapertura Bando: dal 30 Ottobre 2012 al 16 Novembre 2012 </strong></p>
<p><strong>Prova di preselezione: 20 Novembre 2012 </strong></p>
<p><strong>Inizio Corso 7 Dicembre 2012 ore 9.30</strong></p>
<p><strong>Aula B del Dipartimento di Sociologia, Università di Bologna, Strada Maggiore 45 – Bologna</strong></p>
<p><strong>Per informazioni sul Corso e le modalità per potersi preiscrivere contatta</strong><br />
Tel: 051 2092906 oppure cescocom@gmail.com</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Corso di Alta Formazione, alla sua II edizione, ha durata di <strong>4 mesi</strong>, si svolge una volta a settimana, il <strong>Venerdì</strong> (mattino e pomeriggio) in <em>slots</em> da 4 ore ciascuno.<br />
Articolazione delle giornate d’aula:</p>
<p><strong>Mattina</strong> 09.00-13.00</p>
<p><strong>Pomeriggio</strong> 14.00-18.00</p>
<p>Il Corso è a <strong>numero chiuso</strong> e si rivolge ad un massimo di 25 partecipanti che abbiano conseguito laurea triennale o laurea magistrale/specialistica (o titoli equipollenti valutati dalla Commissione giudicatrice). La conoscenza della lingua inglese costituirà titolo preferenziale. Per la selezione dei candidati si utilizzano colloqui individuali per approfondire le motivazioni alla partecipazione e gli elementi curriculari. Il Corso accredita <strong>15 Cfu</strong>.</p>
<p>L’obiettivo è di formare figure capaci di progettare e realizzare politiche di marketing e di <em>brand</em> per promuovere i principi della sostenibilità ambientale, sociale e culturale, si articola in:</p>
<ul>
<li>insegnamenti interdisciplinari per un totale di 100 ore di aula;</li>
<li>un periodo di tirocinio;</li>
<li>una prova finale che consiste nella redazione, presentazione e discussione del rapporto di stage.</li>
</ul>
<p><strong><a  href="http://www.unibo.it/Portale/Offerta+formativa/AltaFormazione/2012-2013/Comunicazione_e_marketing_dei_consumi_sostenibili.htm?WBCMODE=PresentationUnpublished" target="_blank">&gt; CLICCA QUI PER SCARICARE IL BANDO &lt;</a> </strong></p>
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		<title>Culturability, Cultura e giustizia sociale</title>
		<link>http://www.cescocom.eu/2012/10/22/culturability-cultura-e-giustizia-sociale/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 15:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cescocom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli&Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cescocom Augé]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[culturability]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Investire su sapere e conoscenza per ridurre le disuguaglianze e costruire un futuro sostenibile Una giornata di riflessione, confronto e racconto di esperienze che si è tenuta giovedì 18 ottobre nell&#8217;Aula dei Poeti della Facoltà di Scienze Politiche dell&#8217;Università di Bologna. In un contesto caratterizzato da crescenti disuguaglianze economiche e sociali, rese evidenti ed acuite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Investire su sapere e conoscenza per ridurre le disuguaglianze e costruire un futuro sostenibile</strong><br />
Una giornata di riflessione, confronto e racconto di esperienze che si è tenuta giovedì 18 ottobre nell&#8217;Aula dei Poeti della Facoltà di Scienze Politiche dell&#8217;Università di Bologna.</p>
<p>In un contesto caratterizzato da crescenti disuguaglianze economiche e sociali, rese evidenti ed acuite dall’attuale crisi, scarsa attenzione viene data a un fenomeno parallelo e connesso: le disparità esistenti nell’ambito della conoscenza. Eppure, una nuova politica culturale inclusiva e partecipativa che promuova l’accesso ai saperi è essenziale per garantire la coesione sociale e ridurre le disuguaglianze. Per indagare questa dimensione di responsabilità sociale della cultura, la Fondazione Unipolis ha promosso il progetto “<strong>Culturability</strong>”, contribuendo a realizzare nuovi spazi reali e virtuali in cui il tema dell’accesso culturale agisca come canale di inclusione sociale e di opportunità di sviluppo. Questi temi sono al centro della giornata di riflessione e confronto promossa dalla Fondazione in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e Diritto<br />
dell’economia e dell’impresa dell’Università di Bologna. Dopo le relazioni della mattina, la sessione del pomeriggio sarà dedicata al racconto e alla condivisione di esperienze culturali.<br />
“<strong>Se un giorno ci sarà una rivoluzione sarà una rivoluzione dell’istruzione e dell’educazione alla libertà</strong>”.<br />
Marc Augé “Per strada e fuori rotta” (Bollati Boringhieri 2012).</p>
<p><img class="aligncenter" title="7" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/10/71.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1056" title="1" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/10/11.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1057" title="2" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/10/22.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1058" title="3" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/10/31.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1059" title="4" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/10/41.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1060" title="5" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/10/51.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1061" title="6" src="http://www.cescocom.eu/wp-content/uploads/2012/10/61.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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